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Consulenza, sostegno psicologico e
terapia individuale
La consulenza e il sostegno psicologico rappresentano uno spazio dedicato all’ascolto e alla parola, luogo in cui poter dare forma e significato a ciò che genera fatica, confusione o sofferenza. Il colloquio clinico è lo strumento privilegiato attraverso cui la persona può esplorare ciò che la abita, portando alla luce aspetti che incidono sul modo di vivere, di sentire e di relazionarsi.
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Il disagio può manifestarsi in modi diversi: come ansia, angoscia, panico, ossessioni, blocchi, sintomi corporei, difficoltà relazionali o una sensazione diffusa di smarrimento e perdita di orientamento. Il sintomo non è un semplice disturbo da eliminare, ma un messaggero che parla di una storia, di un conflitto, di qualcosa che chiede di essere ascoltato. Interrogarlo — invece di combatterlo o zittirlo — permette di accedere a una comprensione più profonda di sé e a nuove possibilità di scelta.
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La terapia individuale nasce dall’incontro tra soggetto e terapeuta. Non esistono protocolli standard: ogni percorso è unico e si costruisce colloquio dopo colloquio, rispettando i tempi, i ritmi e le esigenze specifiche della persona. Il mio lavoro consiste nel facilitare l’emergere della parola, sostenendo un processo di elaborazione che aiuti a riconoscere ciò che limita, a dare nome a ciò che confonde, a sciogliere ripetizioni che si ripropongono nel tempo.
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La mia pratica clinica in chiave psicoanalitica
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Nella prospettiva della psicoanalisi lacaniana, il terapeuta non impone interpretazioni né soluzioni predeterminate. Il mio intervento si fonda su un ascolto rigoroso e attento a ciò che si dice e a ciò che sfugge, ai lapsus, alle pause, ai dettagli che rivelano il funzionamento singolare del soggetto. Il lavoro si orienta a favorire l’emergere del desiderio — non inteso come volontà cosciente o capriccio, ma come ciò che rende ciascuno unico, vivo e in relazione con il proprio modo di essere.
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Lacan sottolinea come il soggetto sia strutturato come un linguaggio: per questo la parola, nel colloquio, può generare un movimento, un cambiamento reale. Il mio compito è offrire un luogo in cui questa parola possa trovare spazio, senso e direzione, affinché il paziente possa avvicinarsi a una posizione più consapevole e autentica rispetto alla propria storia e ai propri legami.
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A chi si rivolge il percorso
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L’intervento è rivolto a adulti, adolescenti e bambini che stanno affrontando momenti di difficoltà emotiva, relazionale o esistenziale, oppure a chi desidera comprendere più profondamente il proprio modo di funzionare e di stare nel mondo.
Il colloquio psicologico diventa così un tempo prezioso di confronto ed elaborazione, una risorsa a cui attingere quando ci si sente in stallo, disorientati o sopraffatti.
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Uno spazio che apre possibilità
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Al termine di ogni percorso resta sempre lo spazio di ciò che può nascere: nuove parole, nuovi modi di sentirsi, nuove possibilità di vivere la propria esperienza. La terapia diventa allora un luogo in cui ritrovare una forma personale di libertà e creatività, un tempo in cui ciò che sembrava bloccato può finalmente riprendere movimento. Come ricorda Winnicott, questa dimensione autentica emerge quando il soggetto può permettersi di “giocare”, ovvero di entrare in contatto con parti di sé prima silenziate o non riconosciute. È in questo spazio che il lavoro clinico trova la sua forza trasformativa.
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“È nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di usare l’intera personalità.” (D. W. Winnicott)
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